mercoledì 18 gennaio, 2017
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La rivoluzione di Trump: difende i lavoratori e bastona multinazionali e grandi capitalisti

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La rivoluzione di Trump: difende i lavoratori e bastona multinazionali e grandi capitalisti

Questa è la rivoluzione economica di Donald Trump, difendere i propri lavoratori e mettere il freno alle multinazionali e ai grandi capitalisti. Rispetto agli altri presidenti Trump lo può fare, ha fatto fuori i lobbisti dalla Casa Bianca e non può essere ricattato.

Qualcuno potrebbe chiamarlo il “New deal” di Donald Trump. Il nuovo presidente degli USA, infatti, sta già avviando (e ancora non è nemmeno entrato in carica) delle rivoluzionarie politiche economiche e lo sta sorprendentemente facendo con dei semplici tweet. In pratica, Trump sta apertamente minacciando di imporre dei dazi doganali a quelle multinazionali che vendono negli Stati Uniti, ma intendono produrre o già producono all’estero. In pratica, una forma di moderna protezionismo.

Il tycoon mira a difendere i lavoratori americani, a danno di una logica di mercato capitalistica che invece suggerirebbe di spostare la propria produzione in quei paesi in cui il lavoro costa meno. Solo che nel momento in cui gli USA impongono dei dazi, sparisce anche la convenienza dello spostarsi all’estero e, dunque, tanto vale continuare a investire sul posto: è questo il ragionamento che probabilmente ha fatto la Ford, che ha rinunciato a costruire una nuova fabbrica in Messico, preferendo investire nel potenziamento di una fabbrica americana. Una mossa che è arrivata subito dopo le “minacce” di Trump, il quale ovviamente si è detto soddisfatto della decisione della Ford.

Dopo questo primo eccellente risultato, il magnate newyorkese è poi passato all’attacco della Toyota e della General Motors: entrambe le multinazionali, però, si sono immediatamente dette estranee alle accuse mosse da Trump ed, in ogni caso, disponibili a collaborare con il nuovo presidente. Insomma, il tycoon sta dimostrando di tenere molto di più ai lavoratori americani che ai ricchi capitalisti mondiali.

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